LE CINQUE ROSE DI JENNIFER



di Annibale Ruccello
regia Geppy Gleijeses
con Geppy Gleijeses, Lorenzo Gleijeses
e con
Nunzia Schiano voce alla radio
Gino Curcione voce di travestito
scene Paolo Calafiore
costumi Ludovica Pagano Leonetti
luci Luigi Ascione
produzione 
GITIESSE Artisti Riuniti 
diretta da Geppy Gleijeses 
e Teatro Quirino



Capolavoro di Annibale Ruccello, autore di "culto" napoletano scomparso a soli 30 anni, Le cinque rose di Jennifer, è la storia di un travestito, imprigionato in un quartiere ghetto, che insegue disperatamente un suo misero sogno d’amore. Non è un uomo, né donna ma una creatura preziosa, un’anima ermafrodita. 

"Travestito" è una parola molto precisa ed indica, come sostantivo, "l’omosessuale maschile che si veste da donna e talvolta si prostituisce" e come aggettivo o participio passato del verbo "travestire" "colui che nasconde la propria vera natura assumendo idee e atteggiamenti profondamente diversi dai propri". Ecco che l’essere attore come l’avere assunto o finto l’identità femminile implica un processo già avvenuto di "travestimento" morale e fisico. Il travestito è una creatura di confine, "figura deportata" come definisce Ruccello i suoi personaggi, non è un transessuale, non ha fatto il grande salto, vive la sua condizione generalmente in modo doloroso e comunque iperbolico, toccando gli estremi della depressione e dell’euforia, creatura meravigliosa, fragile, delicatissima, a volte violenta ma sempre emarginata.
Abbiamo scelto quindi un connotato di base assai realistico; la casa, le piccole cose che ci circondano, i feticci, la colonna sonora, i cibi che cuciniamo, gli odori che sentiamo. Su questa base Jennifer e Anna, ci hanno portato nell’universo di Annibale Ruccello che dalla meraviglia di un’orrida quotidianità ti proietta in una condizione espressionista di grande disperazione, inframezzato da pochi attimi di euforia.
Come voleva Annibale il processo interpretativo, in questo caso, non deve essere lo straniamento, non è l’attore che scherza su Jennifer, è Jennifer che guarda se stessa. E alla fine del nostro spettacolo, davanti alla sua "toeletta" struccandosi, Jennifer si spoglia dalla sua condizione di travestito (e l’attore che la interpreta nello stesso istante si stacca da lei) ma per lei non c’è vita oltre quel distacco poiché, e questa è la profonda differenza, quella sua finzione è la sua verità, l’unica possibile.
Geppy Gleijeses


GEPPY GLEIJESES | Attore, regista e produttore teatrale. Debutta a 17 anni insieme a Mario Scarpetta nelle Nuvole di Aristofane. Nel ’74 Eduardo vuole che interpreti il suo ruolo ne Il figlio di Pulcinella con la regia di Bogdan Jerković per il Collettivo di Parma e nel ’75 è lui stesso a chiedere ad Eduardo di poter interpretare e dirigere Chi è cchiù felice e me? e Gennariniello. Eduardo non solo acconsente, ma in una serie di incontri nella sua casa di via Aquilea gli dà indicazioni sulla regia e sull’interpretazione. Lo spettacolo ha un grande successo: è il maggio del ’75. "Paese Sera" titola: "Eduardo revoca il veto alle sue opere per un ventenne". Nell’80 scrittura Pupella Maggio, diventando il più giovane capocomico italiano, con Il voto di Salvatore Di Giacomo, regia di Virginio Puecher. Nell’83 fonda la Gitiesse, sua attuale società di produzione. Nel 1984 con Alida Valli e Marina Malfatti interpreta Il Malinteso di Albert Camus, regia di Sandro Sequi. Sempre nell’83 Gleijeses è impegnato nelle riprese de Il caso Ettore Grande per Rai Uno nel ruolo del titolo, diretto da Riccardo Tortora e Marisa Malfatti. Nell’86 fonda il Teatro Acacia a Napoli; nel 93 è direttore del Teatro Nazionale di Milano, nel 99 fonda il Teatro Stabile di Calabria, dal 2003 dirige il Teatro F. Cilea di Reggio Calabria e nel 2009 vince il bando europeo indetto dall’Eti per l’aggiudicazione del Teatro Quirino. Lavora nel cinema e in televisione con Cobelli, Luca e Luigi De Filippo, i fratelli Taviani, Sordi, Tognazzi, Brignone, Ranieri, Patroni Griffi, Servillo, Danieli, Girotti, Girone. Nei numerosissimi spettacoli in teatro è stato diretto, fra gli altri, da Squarzina, Monicelli, Guicciardini, Missiroli, Proietti, Caprioli, Pugliese, Calenda, Shammah, Marcucci, Arias. Tra i principali premi e riconoscimenti, il Premio Antonio De Curtis, Idi, il Premio De Sica, Rizzoli, Margutta, Persefone, Salvatore Di Giacomo, Chianciano, Accademico "Le Muse", la nomination ai Nastri d’Argento 2011, candidato e vincitore come attore e con suoi spettacoli ai Premi Olimpici Le Maschere. Così la critica delle ultime stagioni: "Equivoci da sceneggiata e soggetti comici che Geppy Gleijeses nella più matura interpretazione della sua carriera amplifica tra lo sberleffo e l’elegia. Il testo esplode grazie alle trovate anche pirotecniche del protagonista". Franco Quadri - La Repubblica per Il figlio di Pulcinella; "Questo ha inquadrato ed esaltato Geppy Gleijeses. Assolutamente lancinante la sua invenzione finale. Assistiamo ad alcuni momenti più belli che abbia creato il teatro degli ultimi decenni". Enrico Fiore - Il Mattino per Le cinque rose di Jennifer; "Il protagonista e regista Geppy Gleijeses è geniale, la sua interpretazione fa dello spettacolo un capolavoro. Due attori, un telefono, una radio e una grande maestria rendono lo spettacolo indimenticabile". Luigi Statizzi - Gazzetta del Sud per Le cinque rose di Jennifer; "Geppy Gleijeses è un tale maestro di stile da annichilire il resto della Compagnia". Masolino D’Amico - La Stampa per Io, l’erede; "Geppy Gleijeses è un grande maestro delle scene italiane". Sergio Sciacca - La Sicilia per Delitto perfetto;  "Magnifico Geppy Gleijeses al culmine dei suoi mezzi espressivi nello splendido spettacolo". Enrico Groppali Il Giornale per Il giuoco delle parti; "Un incontro tra giganti. Geppy Gleijeses definito il miglior attore della sua generazione si misura con l’immortale Pirandello". Luca Indemini La Stampa per Il giuoco delle parti; "Gleijeses finalmente ci dimostra che Eduardo può essere rappresentato con la propria personalità, col proprio essere artista". Carlo Missaglia Il Roma per Filumena Marturano

LORENZO GLEIJESES | Debutta in teatro nel ´91 con il padre Geppy e con Regina Bianchi. Ancora giovanissimo ha la possibilità di lavorare con registi come Squarzina, Pugliese, Guicciardini. Nel 2000 ha la prima esperienza nel cinema, con un ruolo da protagonista nel film Gabriele al fianco di Mario Scaccia. Ritornerà al cinema nel 2009 in Vallanzasca, gli angeli del male per la regia di Michele Placido e come co-protagonista nel film Iago. Dal 2000 al 2004 lavora con numerosi maestri internazionali come Lindsay Kemp, Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida, Eugenio Barba, il Workcenter di Jerzy Grotowski, Augusto Omolù, Michele Di Stefano/mk. Nel 2004 è Romeo nel Romeo e Giulietta di Shakespeare diretto da Nikolaj Karpov. Dal 2001 è allievo di Julia Varley dell´Odin Teatret e insieme creano Il figlio di Gertrude per il quale riceve il Premio Ubu 2006 come Nuovo Attore, ed è candidato agli Oscar Olimpici del Teatro-Premi E.T.I. come migliore attore emergente. Nel 2007 è Enrico V nel Falstaff per la regia di Mario Martone e nello stesso anno instaura una collaborazione con Egumteatro che porterà alla creazione di Che Tragedia! Il secondo spettacolo con la collaborazione di Julia Varley, L´esausto o il profondo azzurro, debutta nel 2008. Sempre nel 2008 è Luigi Strada in Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo. Nel 2009 è Oreste nella Ifigenia in Tauride di Goethe e nella stagione 2011-2012 è il Principe di Homburg nell´omonimo testo di Kleist, entrambi per la regia di Cesare Lievi. Nel 2011 crea, interpreta e firma la regia per il Napoli Teatro Festival Italia della performance site-specific A portrait of the artist as a young man. Nel 2012 inizia la collaborazione con Rafael Spregelburd che porterà alla messa in scena di SPAM e interpreta Zio Vanja nell´omonimo testo di Cechov. Nel 2013 è Woyzek nell´omonimo testo di Buchner con la regia di Emiliano Bronzino. Nel 2011 inizia la collaborazione con Fanny & Alexander sul progetto "Discorsi pubblici" composto da sei assoli ed è interprete di una delle sei solo-performance: Discorso Celeste#sport e religione nel 2014. Nel 2014 è il protagonista di Us-Il Tennis come esperienza religiosa di Fanny & Alexander. Nel 2015 lavora con Alfredo Arias ad una reinterpretazione delle maschere classiche della Commedia dell’Arte nello spettacolo Il Bugiardo di Goldoni. Nel 2016 presenta al Napoli Teatro Festival 58 Parallelo Nord, progetto, ideato e diretto da Gleijeses. Nel 2017 interpreta Leonce nel Leonce e Lena per la regia di Cesare Lievi. 
Gli spettacoli di Lorenzo Gleijeses hanno ricevuto ospitalità in alcuni degli spazi teatrali e dei festival più rappresentativi della scena nazionale. Ha inoltre diretto laboratori e stage in diverse università e centri teatrali. Dal 2009 al 2011 è stato ideatore e direttore artistico di Quirino Revolution MAD, festival internazionale che ha aperto lo storico teatro romano all´innovazione e alla sperimentazione teatrale e all´investigazione dei nuovi linguaggi delle arti performative. 

PAOLO CALAFIORE | Nasce a Milano città dove vive e lavora. Guidato da Antonio Capuano e Tullio Zitkowsky, consegue il diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1991 con una tesi su Maria Lai. Completa e approfondisce i suoi studi conseguendo il master in Tecnologie Informatiche applicate alla Scenografia presso l’Accademia del Teatro alla Scala e il Master universitario in Design e Tecnologie della Luce e Lighting Design, presso il Politecnico di Milano. Nel 1992 inizia la sua attività di scenografo affrontando i molteplici aspetti della drammaturgia di diversi periodi dai tragici greci a Shakespeare, da Oscar Wilde a Samuel Beckett, da Corrado Alvaro a Giovanni Testori, fino a giungere ad autori contemporanei Giuseppe Manfridi, Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Lina Prosa, David Greig, Rebekka Kricheldorf. Tra le sue recenti collaborazioni ha disegnato le scenografie e le luci della Trilogia del naufragio: Lampedusa Beach, Lampedusa Snow e Lampedusa Way, progetto teatrale scritto e diretto da Lina Prosa, prodotto dal Teatro Biondo di Palermo andato recentemente in scena al Piccolo Teatro di Milano e al SOLO International Theatre Festival di Mosca. Ha collaborato con i registi: Giancarlo Cauteruccio, Giuseppe Di Pasquale, Geppy Gleijeses, Lindsay Kemp, Valter Malosti, Claudio Morganti, Cristina Pezzoli, Lina Prosa, Carmelo Rifici, Roberto Rustioni, Alfonso Santagata, Sergio Staino, Julia Varley. A contraddistinguere le scenografie e le installazioni di Paolo Calafiore è un sofisticato equilibrio, in cui elementi progettuali diversi, sono attraversati da uno sguardo trasversale che indaga e ridisegna lo spazio con l’ausilio di strutture scenografiche dinamiche, nuove tecnologie, luci, videoproiezioni, elementi che diventano immateriali e fluidi, in grado di catturare e rivelare l’essenza dei luoghi e dei soggetti da teatralizzare e comunicare. Importante nel suo percorso artistico è l’incontro con la danza contemporanea e la collaborazione con i coreografi Fabrizio Monteverde e Mauro Bigonzetti, prima nel Balletto di Toscana poi in numerose Fondazioni Liriche italiane, tra i titoli più importanti: Il fantasma di Canterville di O. Wilde, Pinocchio e il gioco delle regole infrante (tratto dal racconto di Carlo Collodi), entrambi nel Ridotto del Teatro Regio di Torino; Otello di Giuseppe Verdi al Teatro Pergolesi di Jesi, Vulcani al Teatro San Carlo di Napoli, La tempesta all’Arena di Verona, Serata Mozart Vanitas al Teatro alla Scala di Milano, spettacoli con coreografia e regia di Fabrizio Monteverde. Ha collaborato con il coreografo Mauro Bigonzetti disegnando le scenografie dei balletti: Il mandarino meraviglioso di Béla Bartòk al Teatro Comunale di Ferrara, Blue note al Festival Internazionale di Nervi, Jimi Jimi al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, To be or not to be al Teatro Valli di Reggio Emilia. È docente di Lighting Design al Politecnico di Milano nel Corso di Design per il Teatro, e nel Master in Lighting Design & LED Tecnology.

LUIGI ASCIONE | Nato a Portici (Napoli), maestro riconosciuto fra i light designer italiani, inizia il suo percorso lavorativo nella stagione teatrale 1975/1976 come aiuto tecnico luci. Dopo anni di gavetta si dedica e approfondisce lo studio sulla luce percorrendo una strada che lo porterà a sviluppare un proprio particolare stile nel campo illuminotecnico. Ha insegnato come docente di illuminotecnica nel carcere minorile di Nisida per un progetto voluto e curato da Eduardo De Filippo e presso la Fondazione Campania dei Festival. La sua esperienza come light designer spazia in vari settori: moda, danza, lirica, televisione, eventi, musical e teatro. Fra le centinaia di collaborazioni ha creato le luci per spettacoli di Eduardo De Filippo, Giuseppe Patroni Griffi, Roberto Guicciardini, Giancarlo Cobelli, Roberto De Simone, Maurizio Scaparro, Ugu Gregoretti, Luigi Squarzina, Mario Missiroli, Jerome Savary, Michele Mirabella, Julia Varley, Krzysztof Zanussi.

LUDOVICA PAGANO LEONETTI | Nata a Napoli nel 1963, è diplomata all’Accademia delle Belle Arti a Napoli con specializzazione di Scenografia e Costume. Dal 1983 al 1995 è assistente al fianco di importanti scenografi e costumisti quali Bruno Garofano e Raimonda Gaetani, in numerosi spettacoli con le regie prestigiose di Vittorio Caprioli, Sandro Sequi, Virgio Puecher, Luca de Filippo, Luigi Squarzina, Mario Monicelli e molti altri. Dal 1991 firma come costumista gli spettacoli: Arancia meccanica, regia di Cherif; Corpo d’altri di G. Manfridi, regia di Ennio Coltorti; Vendetta trasversale di Giorgio Prosperi, regia di Geppy Gleijeses; La strana coppia di Neil Simon, regia di Alvaro Piccardi, scene di L. Ghiglia; Cantata per la festa dei bambini morti di mafia di Luciano Violante; Virginia e sua zia di Manlio Santanelli, regia di Daniela Cenciotti; Una bomba in ambasciata, regia di Mario Monicelli, scene di Franco Velchi; Un coperto in più di Maurizio Costanzo, regia di Geppy Gleijeses; Il figlio di Pulcinella di Eduardo De Filippo, regia di Roberto Guicciardini; Ugo di Carla Vistarini, regia di Patrick Rossi Gastaldi, scene di Alessandro Chiti; Casa di frontiera scritto e diretto da Gianfelice Imparato; So dieci anne! di Libero Bovio, regia di Geppy Gleijeses; Lacrime napoletane scritto e diretto da Geppy Gleijeses; Don Giacinto di Raffaele Viviani, regia di Geppy Gleijeses.

ANNIBALE RUCCELLO | Drammaturgo italiano (Castellammare di Stabia 1956 - Roma 1986). Formatosi alla scuola di Roberto De Simone, laureato in antropologia, è stato cultore delle tradizioni popolari campane e lucido esploratore della realtà presente. Anche attore e regista, fondatore della cooperativa Il carro, è stato il capofila del movimento della nuova drammaturgia posteduardiana, costituitosi a Napoli dopo il 1980. Ha creato lavori iperreali, dall´atmosfera satura di minaccia, frustrazione, rabbia e insieme pietà, spesso imperniati su forti personaggi femminili e ambientati in luoghi degradati, dialogati in una lingua che contamina il napoletano colto della tradizione barocca e ottocentesca con quello sottoproletario e suburbano: Le cinque rose di Jennifer (1980); Weekend (1983); Notturno di donna con ospiti (1984); Ferdinando (1985), sorta di "giallo" in costume ambientato nello sfacelo di una casa patrizia dopo la fine del regno di Napoli; Piccole tragedie minimali (1986); Anna Cappelli (post. 1987), inquietante ritratto di una possibile assassina. Scomparso prematuramente, è stato riscoperto e rivalutato negli anni Novanta, divenendo uno degli autori italiani più rappresentati della sua generazione.


San Simone
14 LUGLIO 19:00
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15 LUGLIO 12:00
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16 LUGLIO 16:00
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