IL FESTIVAL DEI 2MONDI SOSTIENE
IL TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO

3 luglio ore 20.30
Teatro Romano


da La Cenerentola di Gioachino Rossini
su libretto di Jacopo Ferretti
riduzione dall’autografo per pianoforte, cembalo, fiati e cori a cura di Mariachiara Grilli
direzione musicale, pianoforte e cembalo Mariachiara Grilli
regia e allestimento scenico Andrea Stanisci
costumi Clelia De Angelis
cantanti solisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli"
Angelina Daniela Nineva, Rachele Raggiotti
Tisbe Noemi Umani, Susanna Wolff
Clorinda Zdislava Bočková, Emanuela Sgarlata
Don Magnifico Ferruccio Finetti
Dandini Paolo Ciavarelli
Don Ramiro Alessandro Fiocchetti
Ensemble di fiati del Teatro Lirico Sperimentale "Canto per la Valnerina"
Elga Buono flauto
Giacomo Silvestri oboe
Sebastian Hayn clarinetto
Gabriele Ricci corno
Agostino Babbi fagotto
Piccolo Coro della Valnerina e
Piccolo Coro di Spoleto
diretti da Mauro Presazzi
e preparati da Mauro Presazzi, Sara Cresta, Lucia Sorci
Cori uniti di
Santa Rita da Cascia
preparato da Rita Narducci e
San Benedetto Città di Norcia
preparato da Luca Garbini
coordinamento dei Cori Ivano Granci
Bande musicali di Norcia, Bevagna e Cascia
dirette da Filippo Salemmi
maestri collaboratori Andrea Barbato, Azzurra Romano
direttore di scena Irene Lepore
assistente movimenti scenici Graziano Petrini
coordinamento organizzativo Gloria Bagatti, Marta D’Atri, Anna Flavia Santarelli
collaborazione logistica Angelo Aramini, Angelo Bucchi, Violanda Lleshaj, P. Bernardino Pinciaroli
produzione Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli" - Teatro Lirico dell’Umbria
con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione dell’Umbria 
e la collaborazione dei Comuni di Cascia, Norcia e Vallo di Nera, la Comunità Agostiniana di Santa Rita e l’Alveare di Santa Rita da Cascia


si ringraziano per la collaborazione il Museo Luzzati di Porta Siberia – Genova per l’utilizzo dell’immagine di locandina e Publi2M Pubblicità di Moroni MarcelloQuando mi è stato proposto di curare la regia e l’allestimento scenico per l’operazione Canto per la Valnerina e Opera Partecipata: La Cenerentola per tutti ho accettato con entusiasmo.
Mi sono piaciuti da subito due concetti: "Opera partecipata" e "per tutti". Nell’opera come rito collettivo e aperto a chiunque ho sempre creduto. E il lavorare con persone di un territorio ancora profondamente ferito lo considero un privilegio.
Mi sono stati dati degli obblighi molto precisi: lo spettacolo si sarebbe rappresentato in luoghi non teatrali; l’Opera sarebbe stata un’elaborazione dell’originale, con molti tagli, per pianoforte e ensemble di fiati; la presenza di un coro misto di voci maschili e femminili (Rossini richiede solo quelle maschili); l’eliminazione del personaggio di Alidoro (quasi un deus ex-machina nell’Opera); la partecipazione di un coro di bambini che in Rossini non c’è proprio.
Vincoli importanti e non semplici.
E naturalmente da questi sono partito per decidere come raccontare questa nostra Cenerentola.
Il nodo centrale è stato come giustificare la presenza dei bambini.
Eliminata senza dubbio la possibilità di farne topini stile Disney, o ambientare l’azione -che so- in una scuola dove Cenerentola fa la bidella, ho pensato di partire dalla fine, a favola conclusa con Cenerentola e il Principe sposati. Dal classico "E vissero felici e contenti…".
I bambini, allora, sono i figli di Cenerentola e Don Ramiro.
Da qui tutto si è dipanato. Siamo tutti ad una festa di famiglia, ad un Anniversario di Matrimonio (da quanto sono sposati? Non importa. Anche il seguito delle favole non ha tempo), il coro sono gli amici, le sorellastre le zie, Don Magnifico il nonno, Dandini l’amico di famiglia che di fatto è uno zio acquisito.
E i bambini vogliono che i genitori raccontino, ancora una volta, come si sono conosciuti. E da qui parte l’Opera che racconta la storia di quell’incontro, di quell’innamoramento. Il colpo di fulmine tra Cenerentola e Don Ramiro è ora un amore consapevole e duraturo. Tutti i presenti conoscono la storia e la rivivono, contemporaneamente attori e spettatori. Non ci sono quinte tra le quali nascondersi quando non si è di scena. I vestiti sono quelli di oggi, con qualche elemento "storico" per i protagonisti che li porta nel tempo passato del "C’era una volta…".
E i bambini intervengono quando qualcosa non quadra, assumendo su di sé il ruolo di Alidoro, e si stringono attorno a mamma e papà.
Sono loro il "serto", la corona, che circonda Cenerentola e Ramiro.
Un ringraziamento sincero al M° Mariachiara Grilli, a tutti gli interpreti, ai cori adulti e bambini, ai musicisti, alla costumista Clelia De Angelis, a Irene Lepore, al Teatro Lirico Sperimentale tutto, per aver aderito con generosità a questo modo inusuale di rappresentare La Cenerentola.
L’ambizione e la speranza sarebbe di divertire anche Rossini.
Che la sua leggendaria ironia ci aiuti…
Andrea Stanisci
Questa mia versione dell’opera rossiniana è innegabilmente legata sì ad esigenze di produzione, ma anche all’impronta dell’intero progetto Canto per la Valnerina - Opera partecipata. Il carattere fortemente sociale di quest’ultimo, fa sì che il termine riduzione – comunemente utilizzato per adattamenti musicali che impiegano organici più piccoli rispetto alla composizione originale – rischi di essere in questo caso inappropriato. La necessità di tagliare una significativa parte dell’Opera mi ha portato a conservare solo quanto avente una valenza drammaturgica strutturale, mantenendo di ciascun personaggio ciò che è musicalmente distintivo. Manca qui Alidoro, Maestro e consigliere di corte nell’originale rossiniano, sostituito in senso "funzionale" dal coro dei bambini; restano tutti gli altri personaggi: Cenerentola e le sue sorellastre Clorinda e Tisbe, Don Magnifico – loro padre e patrigno della protagonista –, il Principe Ramiro e il suo cameriere Dandini. Collante tra i diversi momenti musicali sono spesso le voci stesse, che sopperiscono alla mancanza della maggiore e più dettagliata articolazione strutturale originaria "passandosi" uno stesso suono che, da nota di chiusura di una frase per un personaggio, diviene nota d’ingresso per chi lo segue. 
Nell’economia della nuova struttura tali "passaggi" diventano fondamentali, non solo tra voci, ma anche tra voci e strumenti. Al posto dell’orchestra: la banda alla quale è affidata l’Ouverture, il pianoforte/cembalo e il quintetto di fiati. Gli interventi scelti per quest’ultimo corrispondono a parti nelle quali è lo stesso Rossini, nella sua orchestrazione, a dare un maggiore rilievo alla sezione fiati. Oltre ad essere di sostegno al coro e agli insiemi, il quintetto – in contrasto con i momenti di maggior lirismo nei quali il pianoforte è solo a dialogare con i solisti e ad accompagnarli – sottolinea le due diverse accezioni dell’idea di nobiltà che Rossini ci offre nella sua partitura: da un lato quella reale e dei sentimenti nobili di Ramiro e, dall’altro, quella dei modi servili ed affettati di Don Magnifico, che potremmo definire "nobiltà sperata". Il coro, qui misto, in Rossini di soli uomini, interviene in momenti significativi della vicenda, tra i quali l’arrivo del Principe e lo svelarsi di Cenerentola. Un adattamento quindi in cui la musica diventa il "territorio" di convergenza di diverse forze, realizzato nell’ottica di far sì che tutte le persone coinvolte possano sentirsi realmente parte di uno spettacolo e al tempo stesso sentirsi unite nel creare il bello, e nel considerarlo come strumento di rinascita del loro territorio. Ringrazio il Teatro Lirico Sperimentale per avermi invitato a prendere parte al progetto, il regista Andrea Stanisci per averci offerto una moderna e attuale chiave di lettura, e tutti i coristi e strumentisti partecipanti. Buon ascolto! 
Mariachiara Grilli

Accompagnare un gruppo di bambini alla scoperta del teatro, ed in particolare del teatro d’opera, è nello stesso tempo sfida e privilegio. Ciò che dal punto di vista dei maestri rende questa esperienza ancora più emozionante è che sfida e privilegio siano in realtà due facce della stessa medaglia, anzi, potremmo dire che entrambi gli aspetti siano addirittura fusi nella stessa faccia, quella cioè che vede rappresentati tanti maestri di musica gettare il primo seme di bellezza e di curiosità nel cuore e nella mente di centinaia di bambini e ragazzi. Nell’epoca in cui dilagano le possibilità offerte dalla rete di catturare l’attenzione in pochi minuti con un paio di clic e di raccogliere migliaia di spesso sterili "like" per delle forme più o meno artistiche, immediate nella produzione, nella diffusione e nella fruizione, diventa sempre più una sfida educativa far comprendere e a volte giustificare il complicato, laborioso e lungo processo (…lunghissimo se paragonato ai tempi della rete) con cui un’opera teatrale prende vita. È inoltre nell’interazione tra ruoli diversi, tra diverse figure professionali che l’opera si forma; ogni singolo minuto di spettacolo nasconde al suo interno i talenti individuali di decine di persone, a volte centinaia, adulti e bambini, e insieme la loro capacità di lavorare in equipe. 
Per gli stessi motivi, lavorare con i bambini in un progetto così ambizioso è un grande privilegio: la partecipazione al Piccolo Coro della Valnerina è per i ragazzi assolutamente facoltativa, non prevede audizioni e non è legata in alcun modo ad attività scolastiche o parrocchiali. Nonostante questo, come è normale per chi per la prima volta si avvicina a questo mondo, in pochi hanno avuto da subito la percezione della grande quantità di lavoro che avrebbero dovuto sostenere per la preparazione di Cenerentola. Arrivare a contare ben ventiquattro bambini provenienti dai due gruppi di Cascia e Vallo di Nera (sedi di prova del Piccolo Coro) è già un importante traguardo. Il privilegio per noi maestri è costituito dalla possibilità di accompagnarli al loro debutto, nell’averci permesso di condividere la nostra passione con loro, nell’essere riusciti a comunicare con loro sul loro piano che non è in alcun modo inferiore a quello di un adulto ma è semplicemente "il loro", nell’averci dato la possibilità di farli esprimere in contesti in cui forse non avrebbero mai pensato di potersi esprimere. 
Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, con il suo costante impegno nella formazione musicale ad ogni livello, non dimentica mai che il futuro del teatro ed in particolare dell’Opera e nella capacità delle istituzioni di coinvolgere i giovani e di inserirli in prima persona all’interno del processo creativo rendendoli così futuri ascoltatori/spettatori consapevoli, motivati e orgogliosi della tradizione musicale operistica italiana e dell’arte musicale in generale; un proposito questo che ha come scopo anche la scoperta e la consapevolezza del proprio talento musicale, come testimoniato dall’entusiasmo di questi bambini. La speranza è che il piccolo seme gettato in questi duri mesi di prove e nelle rappresentazioni ormai prossime possa fiorire ed alimentarsi attraverso future esperienze musicali coinvolgendo e sensibilizzando le diverse comunità di appartenenza. 
Mauro Presazzi, Sara Cresta, Lucia Sorci